Il Pranayama occupa la seconda posizione nello Hatha-Yoga e va praticato solo successivamente ad una buona padronanza delle Asana.

Prana, in lingua sanscrita, significa una sottile forza vitale che fornisce energia a diversi organi e regola processi vitali come la circolazione e la respirazione. La mente può essere efficacemente dominata mediante il controllo volontario del respiro cosa che permetterà in seguito di sperimentare il profondo è piacevole processo di salute e guarigione.

” Pranayama è composto di Bahya-Kumbhaka, Abhyantara-Kumbhaka e Kevala-Kumbhaka ” Patanjali

Non si può considera il Pranayama come un semplice esercizio respiratorio. Vi sono altri atti respiratori controllati, come il parlare e il cantare, i quali tuttavia non possono essere considerati Pranayama. L’atto di cantare o parlare esprimono determinate emozioni oppure hanno lo scopo di comunicare. Il Pranayama, al contrario, non esprime emozioni, nè pensieri nè tanto meno desideri. Esso, propriamente utilizzato, all’interno della teoria dei movimenti, è un potentissimo strumento per il proprio cambiamento e per la auto consapevolezza.

” Al di là di tutti gli involucri c’è il Sè “

Taittiriya Upanishad, II. 6

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